Ogni partito ha gli autosospesi che si merita, la Costituzione non c’entra

13 AGO 20
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Al direttore - Dice Legambiente il mare più pulito è a Castiglione della Pescaia. Tredici spiagge non toscane si sono autosospese, ma Renzi è duro: non ho preso il 41 per cento per lasciare il mare più pulito alla Sicilia di Mineo.
Maurizio Crippa
Al direttore - Senza l’ipotesi della dannazione, il cristianesimo perderebbe la maggiore parte del suo fascino. E’ la ragione per la quale la chiesa non ha mai canonizzato il geniale teologo Origene: la sua dottrina dell’apocatastasi, della salvezza di tutti gli uomini alla fine dei tempi, vuota l’inferno. Che noia, che barba! Il diavolo di Papini è incomparabilmente più travolgente.
Gabriel Matzneff
Al direttore - Confesso che Pierluigi Battista mi aveva quasi convinto: è stato un errore epurare i senatori Mineo e Chiti dalla commissione Affari Costituzionali. Perché non si può cancellare il dissenso per decreto, né i parlamentari hanno un vincolo di mandato o devono sottostare alle decisioni della segreteria di un partito (Corriere della Sera di ieri). Poi Sebastiano Messina mi ha fatto cambiare idea: gli epurati, in fondo, non sono così puri come vogliono apparire. Perché – secondo il regolamento del Senato – le commissioni devono rispecchiare fedelmente il rapporto tra maggioranza e opposizione. Per questo i capigruppo hanno la facoltà di sostituire in qualunque momento i commissari, in quanto rappresentano il gruppo e non siedono in commissione a titolo personale. La ragione è evidente. Basterebbe, infatti, che un unico dissidente unisse il suo voto in commissione a quello della minoranza per bloccare all’infinito una legge, come è accaduto, che invece potrebbe essere varata dall’Aula in mezza giornata (la Repubblica di ieri). Insomma, l’art. 67 della Costituzione c’entra come i cavoli a merenda. Inoltre, la riforma che non piace ai dissenzienti non solo è stata approvata dalla direzione del Pd, ma anche dall’assemblea del gruppo con pochissimi voti contrari. Decisioni che un problema di coerenza a qualcuno dovrebbero porlo, anche se questo qualcuno resta comunque liberissimo di votare come gli pare la riforma che verrà discussa a Palazzo Madama. Beninteso, non mi sfugge il significato politico di una vicenda che pure ha un profilo grottesco. Tuttavia, parafrasando il motto di Togliatti citato su queste colonne da Stefano Di Michele (“Ogni Stato ha i rivoluzionari che si merita”), si deve tristemente concludere che “ogni partito ha gli autosospesi che si merita”.
Michele Magno
Ci sono luoghi comuni che penetrano anche nelle coscienze più originali e singolari. Dopodiché bisogna dire che un’area giornalistica cuscinetto, in grado di criticare Renzi, è utile e forse necessaria. Spero solo che non ne facciano un birignao.
Al direttore - La legge sulla responsabilità civile dei magistrati sarebbe un grande atto di civiltà, che a voto palese – usanza, ricordiamolo, in voga durante il fascismo e oggi tanto amata dai Cinque stelle – non passerà mai. Renzi invece di esultare (che in cuor suo la vorrebbe, eccome) continua a lisciare il pelo all’apparato, al Csm e al peggiore elettorato sulla piazza. Rottamatore de che?
Jori Cherubini